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Viaggi & Scoperte

Le “Perle” dell’arcipelago toscano

Un viaggio verso la meraviglia

 

Si narra che l’arcipelago toscano nacque dalla dea della bellezza e dell’amore, Afrodite. La dea, nell’emergere dal mare per incontrare Eros, ruppe la sua collana di perle e sette pietre preziose caddero nel Tirreno dando vita all’Elba, a Capraia, al Giglio, a Pianosa, a Montecristo, a Gorgona e a Giannutri.

Le Perle dell’arcipelago toscano hanno molto da offrire a chi vuole scoprirle, sono luoghi d’evasione e prigionia e visitarle implica accettare una strana danza dei contrari che rapisce, affascina e a volte confonde.

Le isole inducono alla lentezza, per conoscere l’arcipelago ci possono essere tanti consigli utili ma solo uno è davvero onesto: prendersi il giusto tempo.

L’Elba

Senza dubbio l’Isola d’Elba è la protagonista dell’arcipelago, nota soprattutto per essere divenuta, dopo Napoleone, una celebre terra d’esilio. Tra i primi ad abitarla furono gli Etruschi – primi anche a sfruttarne le enormi risorse minerarie – poi succeduti dai Romani, di cui è ancora possibile ammirare alcuni reperti e siti archeologici.  Le inespugnabili fortificazioni di Ferraja (attuale Portoferraio) e Cosmopoli si devono invece a Cosimo I de’ Medici, che nel 1548 ottenne l’incarico da Carlo V di difendere l’Elba – e i commerci del Mar Tirreno – dalle insidie della pirateria turca.

L’Elba è stata decorata dal tempo, diventando un museo a cielo aperto di bellezze storiche e naturalistiche. È facile imbattersi in meravigliose spiagge di ogni tipo – di ghiaia, a ciottoli e di sabbia dorata – e in nicchie rocciose lungo la costa, baie selvagge dove godersi un po’ di solitudine. Nell’entroterra è possibile visitare una costellazione di piccoli borghi dal profondo animo insulare e mediterraneo, oppure di dedicarsi al trekking. Dalla cima del Monte Capanne, raggiungibile anche in funivia, il più alto dell’isola (circa 1000 metri), si gode di un panorama unico: nelle giornate più terse infatti si possono vedere chiaramente alcune isole dell’arcipelago toscano spuntare all’orizzonte.

Non tutti sanno che le acque dell’Elba custodiscono alcuni relitti affondati, che la rendono un vero paradiso per gli appassionati di immersioni subacquee e di archeologia marina. I relitti diventano sedi di veri e propri ecosistemi marini, zone ricche di biodiversità dove proliferano specie altrimenti assenti. Uno di questi è il relitto di Elviscot o “di Pomonte”, perché situato a circa 150 metri dalla spiaggia omonima. È a 12 metri di profondità, facilmente visitabile anche dai subacquei meno esperti.

Il Giglio

L’Isola del Giglio stupisce per le sue calette nascoste accessibili solo da mare e per i vigneti eroici, coltivati in terrazzamenti che sfidano la topografia dell’isola, da cui nascono vini generosi e pregiati, come l’Ansonica.

Quando si naviga tra le acque del Giglio occorre esser pronti a farsi legare all’albero maestro come fece Ulisse. Secondo una leggenda, infatti, l’isola è abitata da sirene che da secoli affascinano i marinai con il loro canto dolce e pericoloso.

Capraia

Capraia è uno scoglio selvaggio incastonato nel mar Tirreno, interamente visitabile a piedi. Non è tra le più conosciute e stupisce per la sua natura incontaminata. La maggior parte delle spiagge e delle calette si trovano ai piedi di antiche mulattiere, raggiungibili tramite sentieri che si dipanano tra colline verdi, scogliere affilate e panorami sul mare. Uno dei più conosciuti è il sentiero che conduce al Forte San Giorgio, un castello del 1540 costruito dalla Repubblica di Genova e da cui si può godere di una meravigliosa vista panoramica.

Pianosa e Gorgona, isole di prigionia

Pianosa è l’isola più vicina all’isola d’Elba e deve il suo nome dal fatto di essere totalmente pianeggiante. Fino al 1998 la presenza del carcere ha reso Pianosa pressoché inaccessibile, i civili vennero allontanati e da allora la vegetazione si è riappropriata dei borghi lasciati abbandonati, creando scenari suggestivi e affascinanti.

Ora l’isola è, come area protetta, sotto la tutela del Parco Nazionale dell’arcipelago toscano. Qui è possibile organizzare visite guidate a cavallo o in bicicletta, fare snorkeling o partecipare a eventi unici di musica, pittura, arte e spettacolo.

Anche sull’isola di Gorgona è presente un istituto penitenziario, ancora in attività, che in origine era una succursale di quello di Pianosa. L’isola si trova nel Mar Ligure ed è la più piccola dell’arcipelago; anche qui la vegetazione regna incontaminata, alternata da una costa frastagliata da cui si aprono insenature e calette inaspettate.

Montecristo e Giannutri

Delle perle di Afrodite, Montecristo è sicuramente il gioiello naturalistico meno intaccato dall’uomo. Qui, Alexandre Dumas ambientò diverse scene del celebre romanzo “Il conte di Montecristo” in cui si narra di un famoso tesoro nascosto. Per visitare l’isola, bisogna però organizzarsi in anticipo, ogni anno sono ammessi solo mille visitatori così da preservare l’integrità della vita marina.

Giannutri è invece l’isola più a sud dell’arcipelago, ideale per fare trekking e birdwatching. Le scogliere sono rifugio di numerosi uccelli marini, tra cui cormorani, berte e soprattutto gabbiani reali. Giannutri si è guadagnata l’appellativo di isola dei gabbiani per la presenza di numerose colonie che nidificano soprattutto sulle scogliere di Punta Capel Rosso.

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Isola del Giglio - Fonte: Shutterstock
Gorgona - Fonte: Shutterstock
Capraia - Fonte: Shutterstock
Pianosa - Courtesy of Acqua dell'Elba
Giannutri - Fonte: Shutterstock
ACQUA DELL’ELBA ti accompagna in un viaggio che si snoda fuori dai sentieri battuti e che si fa a grandi passi, lungo bianche spiagge silenziose, o per le strade di collina, ma anche restando fermi, seduti su uno scoglio, ammirando un tramonto.

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