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Arte & cultura

Art Odyssey 2026: quando il Mediterraneo diventa una rotta dell’arte contemporanea

Un viaggio a vela lungo le coste del Mediterraneo per raccontare musei, artisti, paesaggi e comunità: Art Odyssey 2026 rende il mare un punto incontro e di scambio culturale, proprio come accadeva nell’antichità.

C’è un modo diverso di attraversare il Mediterraneo: inseguendo approdi geografici, idee, visioni e linguaggi. È da questa intuizione che nasce Art Odyssey 2026, il nuovo capitolo di un progetto culturale che unisce navigazione, arte contemporanea e ricerca sul territorio in una lunga traversata a vela destinata a trasformare il mare in una trama di connessioni.

Da maggio a settembre 2026, Milanto – il Nautor Swan 46 MKII condotto dagli skipper Lorenzo Cipriani e Valerio Bardi – solcherà le acque del Mediterraneo occidentale toccando Francia meridionale, Spagna, Baleari, Sardegna, Sicilia, Malta e Tunisia, seguendo una rotta che mette in dialogo alcune delle più importanti istituzioni artistiche contemporanee affacciate sul mare.

Il Mediterraneo come “strada liquida”

Fin dall’antichità il Mediterraneo è stato luogo di incontro, attraversamento e trasformazione. Una definizione attribuita a Omero è Igrà Kèlefta, ovvero “strada liquida”: un intreccio di rotte lungo cui popoli, lingue, saperi e forme artistiche si sono mescolati per secoli.

L’idea di fondo è osservare il Mediterraneo in veste di grande museo diffuso, in cui il passato continua a dialogare con il presente attraverso l’arte contemporanea: musei, fondazioni, centri culturali e atelier sono nuovi porti del pensiero, luoghi capaci di custodire memoria e generare futuro.

Art Odyssey 2026 nasce infatti con l’obiettivo di creare connessioni tra istituzioni culturali mediterranee, documentare pratiche artistiche legate ai territori e favorire un confronto tra arte, paesaggio e comunità. Una mappa culturale che prende forma non in una sala conferenze, ma lungo il mare.

Art Odyssey: un viaggio nato dall’esperienza del mare

Le radici del progetto affondano in un’altra navigazione: tra il 2020 e il 2021, Lorenzo Cipriani e Valerio Bardi hanno compiuto il giro del mondo a vela a bordo di Milanto. Da quell’esperienza sono nati libri, spettacoli teatrali e progetti di divulgazione culturale, che hanno aperto la strada al progetto Art Odyssey dedicate alle rotte delle antiche civiltà mediterranee.

Negli anni precedenti, il progetto ha già prodotto il volume Mare Nostrum, lo spettacolo teatrale Mediterraneo e il progetto scientifico Microplasmed, sviluppato con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze per studiare la relazione tra microbiota marino e microplastiche.

L’edizione 2026 apre però una nuova fase: un programma triennale (2026–2028) interamente dedicato all’arte contemporanea nel Mediterraneo, con l’obiettivo di costruire una rete culturale transnazionale capace di mettere in relazione persone, luoghi e pratiche artistiche.

Musei, artisti e paesaggi lungo la rotta

Il viaggio, previsto tra maggio e settembre 2026, seguirà un percorso che dal Tirreno porterà Milanto fino alle coste del Nord Africa, con soste in città e territori dove l’arte contemporanea si intreccia con l’identità dei luoghi.

Tra le tappe previste figurano istituzioni come la Fondazione Maeght a Saint-Paul de Vence, il MAMAC di Nizza e il MuCEM di Marsiglia; in Spagna il Museu d’Art Contemporani di Barcellona, l’IVAM di Valencia e il museo Es Baluard di Palma di Maiorca. In Sardegna, la rotta toccherà luoghi simbolici come la Stazione dell’Arte dedicata a Maria Lai a Ulassai e il Giardino Sonoro di Giuseppe Sciola a San Sperate. In Sicilia, invece, il viaggio attraverserà realtà eterogenee come Fiumara d’Arte, Gibellina – Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026 – e il Teatro di Andromeda tra i monti Sicani.

Non mancheranno Malta e Tunisia, con appuntamenti che spaziano dal Malta International Contemporary Art Space alla Biennale JAOU di Tunisi e al progetto urbano Dream City. Una geografia culturale che restituisce al Mediterraneo il suo ruolo storico di spazio di relazione.

Il mare come luogo di responsabilità condivisa

Uno degli aspetti più interessanti di Art Odyssey 2026 è la sua natura multidisciplinare. Il progetto, oltre alla documentazione artistica, include una forte attenzione ai temi educativi, ambientali e sociali.

Tra le collaborazioni più significative c’è quella con la Fondazione Pistoletto Cittadellarte, ispirata ai principi del Terzo Paradiso e della “pace preventiva” elaborati da Michelangelo Pistoletto. L’obiettivo è trasformare il viaggio in una piattaforma di riflessione collettiva, dove arte e società possano incontrarsi per immaginare modelli più equilibrati e sostenibili.

Accanto a questo, prosegue anche la ricerca scientifica sul mare. Dopo l’esperienza di Microplasmed, il nuovo progetto Tyrrhenós concentrerà l’attenzione sulle acque toscane per studiare i microrganismi marini in grado di degradare le microplastiche, con l’obiettivo di contribuire concretamente alla tutela dell’ambiente marino.

Raccontare il Mediterraneo oggi

A bordo di Milanto nasceranno anche un documentario e un catalogo, costruiti attraverso incontri con artisti, curatori, direttori di museo e comunità locali. Il risultato atteso non è soltanto un archivio di esperienze, ma un racconto corale del Mediterraneo contemporaneo: un mare che, nonostante le sue fratture geopolitiche, continua a custodire una straordinaria possibilità di dialogo.

In fondo, è proprio questa la suggestione più forte di Art Odyssey 2026: ricordarci che navigare non significa soltanto spostarsi da un luogo all’altro, ma imparare a leggere ciò che unisce rive apparentemente lontane. Nel Mediterraneo delle crisi e delle frontiere, scegliere il mare come spazio di incontro è già, di per sé, un gesto culturale

Scritto da

Redazione

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Fonte: Lorenzo Cipriani
Fonte: Lorenzo Cipriani
Fonte: Lorenzo Cipriani
Fonte: Lorenzo Cipriani
Fonte: Lorenzo Cipriani
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