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Blue Schools: educare al mare per proteggere il futuro

Immagina una scuola dove il mare entra in aula per nutrire menti curiose. È questa l’idea alla base del programma Blue School Global Network, un’iniziativa internazionale che connette l’educazione scolastica all’oceano, trasformando studenti in giovani custodi del mare.

Un ponte tra
oceano e istruzione

Il concetto è semplice e potente: coinvolgere gli studenti in progetti interdisciplinari che partano da temi marini e si estendano a scienze, arte, storia, geografia, tecnologia. Il tutto con un approccio pratico e collaborativo, che porta i ragazzi fuori dall’aula e dentro la loro comunità, alla scoperta dei problemi – e delle soluzioni – legati al mare.

Ma cos’è, in concreto, una Blue School? È una scuola che si impegna a:

  • Esplorare una questione marina rilevante per il proprio territorio;
  • Coinvolgere studenti di diverse età o classi;
  • Lavorare in modo trasversale tra le materie;
  • Stimolare l’impegno attivo dei ragazzi;
  • Collaborare con realtà locali, professionisti del mare, associazioni, istituzioni.

Un’onda partita dal Portogallo

L’idea delle Blue School nasce a metà degli anni 2010 da un’esigenza emersa nelle conferenze EMSEA e nei gruppi di lavoro del progetto SeaChange: portare l’ocean literacy – la consapevolezza dell’importanza del mare per la vita umana – dentro il sistema educativo.

Il primo programma nazionale strutturato viene lanciato in Portogallo nel 2017, con il sostegno dei Ministeri dell’Istruzione e del Mare. Da lì, la rete si espande in Europa (dal 2019), lungo l’Atlantico (dal 2020), e oggi abbraccia il mondo con la nascita della Blue School Global Network nel 2024, sotto l’egida UNESCO-IOC.

Dall’Argentina alla Malesia, passando per il Brasile, il Marocco, la Giamaica e il Camerun, le Blue Schools si moltiplicano, adattandosi alle culture e ai contesti locali, ma mantenendo un obiettivo comune: formare cittadini consapevoli, capaci di agire per la salvaguardia dell’oceano.

Oltre la teoria:
educazione al futuro

Le Blue Schools non sono solo progetti educativi: sono laboratori di cittadinanza attiva. Qui gli studenti non studiano solo il cambiamento climatico, la plastica in mare o la biodiversità marina: agiscono, organizzano campagne di sensibilizzazione, puliscono spiagge, raccolgono dati, intervistano pescatori e marinai, propongono soluzioni.

E ogni progetto certificato ha validità 1-2 anni, con possibilità di rinnovo. Le scuole possono anche candidarsi per diventare lighthouse projects, punti di riferimento e ispirazione per altre scuole nel mondo.

Una rete per crescere insieme

La forza della Blue School Global Network sta nella sua capacità di connettere mondi diversi: educatori, ricercatori, ONG, amministrazioni locali, studenti, famiglie. Tutti uniti dalla convinzione che il mare non sia un “altrove”, ma una parte viva e pulsante del nostro presente – e soprattutto del nostro futuro.

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Scritto da

Redazione

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Fonte: Shutterstock
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Courtesy of @Acqua dell'Elba
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