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Collaborazioni

Una vita tra le onde: intervista a Malte Reuscher, campione europeo di windsurf

Malte Reuscher è un atleta che ha trovato nel vento e nelle onde una ragione di vita: dal primo contatto con la tavola di windsurf, avvenuto pochissimi mesi dopo la sua nascita, alle competizioni che lo vedono sfidare da anni i più competitivi professionisti del windsurf a livello globale.

Chiacchierare con Malte ci ha condotto in un viaggio attraverso il suo mondo. Un racconto incentrato sulla determinazione, sul rispetto per la natura e gli obiettivi futuri di chi è riuscito a trasformare le onde nella sua seconda casa.

Ciao Malte, grazie davvero per questa intervista. Cominciamo subito chiedendoti: qual è stato il momento preciso in cui hai deciso di dedicarti al windsurf in maniera professionale?

Ciao, grazie a voi per questa intervista! Il mio rapporto con il windsurf è iniziato già molto presto, perché venendo da una famiglia di windsurfisti già da piccolo ho messo i piedi sulla tavola. A 13 anni ho poi capito di poterne fare una professione partecipando alle mie prime regate, per poi partecipare a competizioni di livello internazionale, all’età di 18 anni.

Nel corso della tua carriera c’è stato un evento o una persona che ti ha particolarmente ispirato?

Sì, certamente. In primis i miei genitori, che avendo da sempre una scuola di windsurf mi hanno cresciuto con l’amore per il mare e il vento. Pensate che già durante i miei primi mesi di vita mia mamma mi portava con lei sul gommone durante le lezioni di windsurf.

Come strutturi i tuoi allenamenti quotidiani, e quanto tempo dedichi alla preparazione fisica rispetto alla pratica sulle tavole?

Principalmente i miei allenamenti si svolgono in acqua. Ad essi affianco sempre almeno un’uscita a settimana in bici, e sessioni di vogatore. A differenza di altri sport, nel mio conta molto di più la tecnica rispetto che la forza.

Qual è stata la competizione più difficile a cui hai partecipato finora e quali sfide hai dovuto affrontare per superarla?

Direi senza dubbio le regate di PWA, ovvero quelle a livello internazionale, poiché mi confronto con gli atleti migliori del mondo. Le sfide ci sono sempre… capire il vento, l’attrezzatura migliore da utilizzare e cercare di mantenersi calmo e attento in gara, però è proprio questo il bello della competizione.

Potresti descrivere come la tecnologia e l'innovazione nelle attrezzature hanno influenzato il tuo stile di gara negli anni?

Fino a 4 anni fa circa le competizioni si svolgevano solamente con le tavole con Pinna dove contava molto l’esperienza e la tecnica, mentre attualmente con l’uscita del Foil (pinna che solleva la tavola facendola volare sull’acqua) chiunque riesce a raggiungere un buon livello perché conta di più l’attrezzatura.

Essendo uno sportivo legato strettamente al mare, quali sono le tue considerazioni riguardo la sostenibilità ambientale nel windsurf?

Ritengo sia molto importante salvaguardare i nostri mari, ovviamente sono di parte essendo il mio habitat preferito. Inoltre mi capita spesso di scontrarmi con dei rifiuti di plastica in acqua, e delle volte mi hanno addirittura penalizzato in gara. Nel mio piccolo cerco sempre di mantenerlo pulito, e quando trovo dei rifiuti li raccolgo e porto a terra. Invito tutti anche con dei piccoli gesti a non rovinare questa bellezza che abbiamo!

Quando non sei in gara o in allenamento, a quali attività ti dedichi con maggiore piacere? In che modo riesci a bilanciare la vita professionale con quella personale?

Quando non mi alleno la maggior parte del tempo la passo in spiaggia, dove con la mia famiglia abbiamo uno stabilimento balneare con scuola di Windsurf. Quindi o che mi alleni o che lavori, sempre in acqua sono.

Ora che hai raggiunto molti dei tuoi obiettivi, quali sono le tue ambizioni per il futuro?

I miei obiettivi del futuro ovviamente sono di migliorare sempre di più, e superare anche me stesso!

Scritto da

Redazione

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Courtesy of Acqua dell'Elba
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