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Viaggi & scoperte

La spiaggia delle Ghiaie e il mito degli Argonauti

Una leggenda portata dalle onde

Sbarcati a Portoferraio, basta voltare a sinistra prima del centro storico e seguire il viale alberato per arrivare ad una suggestiva spiaggia con ciottoli bianchi e fondale traslucido, specialmente quando tira scirocco. È la spiaggia delle Ghiaie.

Giunti a riva, se si ascolta bene oltre al gracidio dei gabbiani e allo sciacquio della risacca, si può udire il moto carezzevole delle onde che porta con sé storie antiche e avventure epiche.

«Da te sia l’inizio, Febo, a che io ricordi le gesta
degli eroi antichi che attraverso le bocche del Ponto
e le rupi Cianee, eseguendo i comandi di Pelia,
guidarono al vello d’oro Argo, la solida nave.»

È così che iniziano Le Argonautiche, narrate da Apollonio Rodio, l’unico poema dell’era ellenistica giunto fino a noi.

Le avventure degli Argonauti

Il poema racconta della spedizione di cinquanta eroi comandati dal principe Giasone che viaggiarono per il Mediterraneo sulla “solida nave”, costruita dall’abile carpentiere Argo di Tespi, con il pregiato legno proveniente dal monte Pelio e l’aiuto di Atena, dea della saggezza. 

Il re di Iolco, Pelia, aveva affidato a Giasone una missione ritenuta impossibile: recuperare il manto dorato di Crisomallo, il mitico ariete alato. La leggenda narra che il dio Ermes donò questo straordinario ariete, che possedeva la capacità di volare, a Nefele e che il vello d’oro fosse in grado di curare ogni sorta di malattia o di ferita.

Da qui seguono avventure marittime – come il superamento dello stretto delle Simplegadi, dove enormi scogli cozzano tra loro distruggendo ogni nave – e imprese eroiche, tra cui l’uccisione di arpie, tori enormi dagli zoccoli di bronzo che sputano fiamme dalle narici, e giganti di pietra nati da denti di serpente. 

Giasone, al comando della superba nave Argo, riesce a superare tutte queste prove e, giunto nella Colchide (che corrisponde all’area dell’attuale Georgia), ruba il vello d’oro grazie all’aiuto della maga Medea, innamoratasi di lui sotto l’influsso di Eros.

Gli Argonauti di Diodoro Siculo e l’Elba all’interno del mito

Le Argonautiche ebbero una grande importanza per la letteratura dell’epoca post-ellenista, influenzarono Ovidio e diedero a Virgilio un modello cui riferirsi per comporre l’Eneide. 

Il poema fu ripreso anche da Diodoro Siculo, il quale scrisse che Giasone, stanco del lungo viaggio dopo aver recuperato il vello d’oro, fece tappa su un’isola d’incommensurabile bellezza di nome Aethalia. Gli eroi si riposarono sulla spiaggia del porto di Argon e le loro gocce di sudore formarono striature nere e blu sui ciottoli bianchi della spiaggia; queste striature si possono tuttora ammirare nella spiaggia vicino a Portoferraio. 

L’Aethalia non era nient’altro che l’isola d’Elba.

La spiaggia delle Ghiaie

La spiaggia delle Ghiaie ha preservato integra la sua bellezza ed è stata designata, dal 1971, area marina protetta. Qui, è facile riscontrare la ricchezza di vita che si muove sotto il filo dell’acqua, la spiaggia è infatti meta per appassionati di snorkeling e immersioni. Poco lontano, si può ammirare una piccola isola rocciosa chiamata Scoglietto, su cui spicca un vecchio faro. 

Così come apparve a Giasone e ai cinquanta eroi greci che cercavano ristoro, la spiaggia delle Ghiaie non smette d’incantare e stimolare immaginari di avventure epiche. Basta prestare l’orecchio al mare.

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Paolo Calcara
Massimo Scelza
Massimo Scelza
ACQUA DELL’ELBA ti accompagna in un viaggio che si snoda fuori dai sentieri battuti e che si fa a grandi passi, lungo bianche spiagge silenziose, o per le strade di collina, ma anche restando fermi, seduti su uno scoglio, ammirando un tramonto.

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