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Botanica Profumata

Il Ginepro: protezione e calma interiore

Aspetto e magia

Il ginepro spesso passa inosservato, ma lo si può incontrare ovunque, in montagna come al mare, anche perché ne esistono diverse specie. Pianta sempreverde e dal fogliame aghiforme, si adatta a qualsiasi tipo di terreno, resiste al caldo e al freddo, e sceglie la forma che più gli permette di stare bene a seconda di dove si trovi: arbusto, alberello e infine pianta strisciante, per resistere alle zone più ventose.

Nel suo essere comune in quanto a diffusione, lo è sicuro meno in quanto a proprietà, apprezzate fin dall’antichità e considerate spesso anche un po’ magiche. In greco, il ginepro è chiamato “arkeuthos” dal verbo “arkéo”, cioè respingere un nemico. I Greci e i Romani, infatti, ne bruciavano dei piccoli rametti nelle abitazioni per purificare l’aria e prevenire le malattie infettive o proteggersi dalle forze negative e dagli spiriti maligni. Nel Medioevo invece, si credeva tenesse lontano il malocchio e il suo legno veniva utilizzato per costruire piccoli talismani da appendere alla porta di casa. Al ginepro in ogni caso, è stata riconosciuta la stessa funzione protettiva anche in tante altre culture, dal Tibet fino all’Irlanda.

Tutti i nomi del ginepro raccontano una storia

L’etimologia è incerta, ma il nome latino del ginepro – “juniperus” – composto da  “iuvenis” (giovane) e “pareo” (apparire) o “pario” (partorire), può fare intuire una caratteristica di questa pianta, che è quella di produrre continuamente fiori che a loro volta generano bacche o coccole (i coni femminili una volta avvenuta la fecondazione, comunemente chiamati “bacche di ginepro”).

Per questo motivo negli esemplari femminili spesso coesistono sia le bacche più giovani, di colore verde, che quelle mature, di colore blu tendente al nero, raccolte nel tardo autunno. Parliamo di piante femminili perché il ginepro è una pianta dioica, ovvero in piante diverse sono presenti fiori maschili e fiori femminili, ma solo questi ultimi producono le bacche, dalle quali poi si ottiene anche il popolarissimo gin. Si pensa che il nome latino provenga da quello celtico – “juneprus”, che può essere l’insieme di due parole che significano “cespuglio aspro” e rendono bene l’idea del sapore di queste bacche, spesso non commestibili, ma apprezzatissime in cucina per insaporire ed esaltare i cibi.

Dai semi del ginepro si ottiene un olio essenziale aromatico, dal caratteristico profumo balsamico e dalle diverse proprietà terapeutiche: migliora il processo digestivo, ha funzioni diuretiche e aiuta a contrastare le infezioni delle vie urinarie, oltre a fornire un rimedio per i dolori mestruali. Il suo caratteristico profumo silvestre aiuta infine nella meditazione e nel ritrovare la lucidità.

Il ginepro all’isola d’Elba

Il ginepro all’isola d’Elba è diffuso ovunque, tanto che una spiaggia a Capoliveri porta il suo nome: la spiaggia del Ginepro. Si trova vicino ai vecchi impianti per l’estrazione mineraria, oggi in disuso, ed è poco frequentata. Il metodo migliore per raggiungerla è via mare, partendo dalla spiaggia di Remaiolo.

Particolarmente poetica è La Via Dei Ginepri, un sentiero di oltre 7 km che parte dalla spiaggia di Fonza fino a Lacona, con maestosi panorami capaci di rivelare il lato selvaggio dell’isola d’Elba, coinvolgendo tutti i sensi, dallo sguardo che si perde sopra il mare, con lo scrosciare delle onde in lontananza, fino agli inebrianti profumi del ginepro, uniti a quelli del mirto. Consigliato per riportare sé stessi in una sensazione di pace e di calma.

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Albina White - Fonte: Pexels
Petra Nesti - Fonte: Pexels
Fonte: Shutterstock
Roman Odintsov - Fonte: Pexels
ACQUA DELL’ELBA ti accompagna in un viaggio che si snoda fuori dai sentieri battuti e che si fa a grandi passi, lungo bianche spiagge silenziose, o per le strade di collina, ma anche restando fermi, seduti su uno scoglio, ammirando un tramonto.

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